– Signore e signori stasera è con noi l’ uomo che può farvi morire dal ridere! Ecco a voi Saverio Grapatax! (applausi, carellata sul pubblico)
– Grazie grazie. (Grapatax si inchina. Parla a mani giunte, con aria ispirata)
Ogni serata, nel nostro splendido paese, è felice e particolare. Abbiamo infatti con noi l’ onorevole Enoch. O contraddizione, Musa del comico, o diva ironia, o elegante mantello dell’ humor e spada della satira e lama del witz e gavettone del lazzo e voi giochi di parole e nuvole del nonsense e tu, amica dei comici, sola vera ispiratrice, sguardo severo, spleen, tragedia, serietà, tu o Morte, aiutatemi a cantare le lodi di un uomo le cui orme dei passi spietati resteranno nella storia, un uomo di alto ingegno e provvido potere. Saprò trovare le parole acconce? Spero di si. Il gerarca Enoch, per cominciare, è un ladro. Oh non sussurrate, non sbigottite. Questa parola ha nella mia bocca la delicatezza di una frase d’amore. E’ naturalmente ladro perchè in un mondo di ladri, egli cercò armonia e coerenza. Iniziò la carriera speculando sui terreni. Sui terreni costruì case che crollavano. Vinse gli appalti di ricostruzione. Costruì case che ricrollarono. Ora vive in un alto grattacielo, ma non ha dimenticato il tempo in cui costruiva misere case che crollavano. Non ha dimenticato le sue umili origini. Anche i suoi grattacieli crollano. Ciò và a suo onore.
Dicono che il gerarca Enoch sia un mafioso. Egli lo nega. Se mi vedete nei ristoranti frequentati dai mafiosi, dice, non per questo sono mafioso. Forse che se qualcuno frequenta i ristoranti cinesi viene accusato di essere cinese? Ha ragione.
Dicono che Enoch faccia parte di una loggia segreta di incappucciati che si scambiano favori e tramano intrighi e si regalano banche. Ma ciò non è normale socievolezza umana? Forse che ogni famiglia, gruppo sodale, squadra di calcio, folla di linciatori, non è in qualche modo una setta?
Ameremo forse il moralista solitario e cinico, lo sterile anacoreta, lo sprezzante eremita e non piuttosto la compagnia degli amici più cari?
Si dice che Enoch faccia buttare in mare i suoi nemici con i piedi in un blocco di cemento. Non è forse da apprezzare questo? Certamente ognuno di voi, almeno una volta nella vita, ha provato ad annegarsi. E conosce l’ orribile sensazione del proprio corpo galleggiante che si oppone al nostro scopo, e conosce la fatica immensa che costa sprofondare, i tentativi goffi che finiscono in indigestioni d’ acqua salata e umilianti salvataggi da parte di rozzi bagnini. Un blocco di cemento vi guida nel pofondo blu, dolcemente, senza pena alcuna. Inoltre, quando sarete sul fondo, sul vostro piedistallo, soldatini del mare, quanta allegria e gioia recherete ai pesci, che vedranno il loro passaggio arricchito di una così graziosa statua!
Si dice che Enoch faccia ammazzare i giudici che lo vogliono condannare. Ma nella nostra Costituzione non è forse sancito il diritto alla difesa per ogni imputato?
Enoch, dicono, è anche un corruttore. Ma è un corruttore onesto. In vent’anni di corruzione, nessuno ha mai ricevuto da lui una cifra inferiore al pattuito. A volte anzi aggiunge di sua iniziatia una somma a qualche tangente, a qualche bustarella. Come descrivere la gioia del corrotto che si vede corrotto oltre i suoi stessi meriti? Sapete che ci sono funzionari che devono aspettare interi mesi per venire pagati dai loro corruttori e spesso sono pagati con cambiali e assegni a vuoto? Non è disonesto tutto ciò? Ebbene Enoch, è di tutt’ altra pasta.
Enoch, si dice, vende armi. Certamente è così. Ma un’ arma è un oggetto come un altro. Non spara da sola. Non si muore solo perchè si tiene in mano un’ arma. Forse che noi condanniamo un salumiere perchè vende prosciutti? Eppure un prosciutto può diventare ben più pericoloso di un’ arma. Usato come clava può fracassare una testa. Mangiato in quantità smodata può uccidere per indigestione, trigliceridi, botulino, soffocamento. Cadendo dal soffitto della cantina può stroncare più di una vita. Inoltre il prosciutto nasce da un delitto. Non si deve ammazzare un maiale per fare una pistola. Per fare un prosciutto, si. Allora ripeto, è forse Enoch peggio di un salumiere?
Enoch, dicono, ha dei segreti. Anch’ io ne ho.
Enoch dice menzogne. Anch’ io ne dico.
Enoch ha abbandonato il suo miglior amico in mano ai terroristi e lo ha lasciato uccidere senza muovere un dito. Perchè egli ha posto al di sopra dell’ amico lo stato.
Enoch ha anche tentato un colpo di stato. Perchè egli ha posto al di sopra dello stato, l’ idea dello stato.
Enoch si è molto arricchito, dicono le leggende. Possiede una barca a vela di cinquanta metri con vele di cachemire e tre piscine di cui una per le aragoste. Possiede una villa piena di opere d’ arte, centosessanta metri di impressionisti, dodici metri di Caravaggio, trecento chili di Picassi, una pila di Klee alta così e un tot Chagall. Ha dodici auto blindate, una vespa corazzata e una bicicletta che morde.
Ma cosa sono queste ricchezze rispetto al sorriso di un bambino?
Enoch, mantiene centododici amanti a ognuna delle quali ha regalato un anello di diamanti, un’ auto con autista, un appartamento, un canale tivùl e una sveglia al quarzo. Ha terreni, ville, aiuole, campi di cavoli, garage, isole, vigneti. E allora? E’ forse male volere un tetto, amare l’ arte, fare regali a chi si ama?
Enoch, dicono, è proprietario del novanta per cento dei giornali e vuole il monopolio completo dell’ informazione. Bugie. Non sò dove l’ avete letto, ma aspettate ancora un dieci per cento e non lo leggerete più.
Enoch, si dice, è un uomo pericoloso per la nostra democrazia. Non riesco a vedere il pericolo. Per la verità, non riesco neanche a vedere la democrazia. Tra qualche anno, forse Enoch sarà il Primo dei Gerarchi. Poichè egli è un uomo assolutamente mediocre.
Un giorno forse Enoch vi ucciderà.
C’ è da morire dal ridere. Ma non dubitate: non è questa l’ ultima cosa che dirò: sò fare il mio mestiere.
Vedete al tavolo di Enoch la moglie di Enoch. Ha veramente un bellissimo vestito che le inguaina le forme rotonde, tutto di raso bianco color porcellana. Adesso capisco perchè si dice <<alla festa c’erano delle bellissime toilette>>. Signora, se le tiro quell’ orecchino gigante, immagino che venga giù l’ acqua, no? E’ vero, si. Sono volgare. Noi comici siamo volgari. Il mio camerino è così sporco che gli scarafaggi hanno preso una domestica a ore. E ora vi lascio. Siete splendidi. Grazie, grazie. Siete un pubblico meraviglioso. (Applausi)
(Grapatax si inchina. Si avvicina al tavolo del gerarca Enoch. Il gerarca è molto risentito. Poi ride a una battuta. Grapatax si siede. Ridono ancora. Enoch mette una mano sulla spalla di Grapatax e lo rimprovera con un ditino. Brindano. Dissolvenza)
da “BAOL”
Una tranquilla notte di regime
di
Stefano Benni
Ed. Feltrinelli 1990
